Terra Masonica, il film documentario sulla Massoneria attuale nel mondo. Sarà proiettato il 19 maggio a Torino

Cos’è oggi la Massoneria? Chi sono i Massoni e cosa fanno? Queste semplici domande non sono mai state trattate da una prospettiva così globale. Globale perché intesa in tutto il mondo. “Terra Masonica. Un giro del mondo in 80 Logge” è il film documentario scritto e diretto da Tristan Boulard che testimonia questa realtà in un tour mondiale in 80 logge e che illustra le somiglianze e le differenze tra le logge nei cinque continenti. Boulard, di nazionalità belga, massone, è regista, fotografo e creatore di documentari scientifici e storici, incluso il film del 2007 “The Scottish Key”.

Il film “Terra Masonica” sarà trasmesso sabato 19 maggio nel nuovo incontro organizzato dal Collegio Circoscrizionale di Piemonte-Valle d’Aosta del Grande Oriente d’Italia nell’ambito dei suoi incontri culturali mensili aperti a tutti. L’appuntamento è a Torino nella sala conferenze della Galleria d’Arte Moderna (Corso Galileo Ferraris 30) dalle ore 16 e 30 con la registrazione dei partecipanti. La proiezione, della durata di 2 ore, inizierà alle ore 17 e 30 e per intervenire è necessaria la prenotazione. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

“Dopo la sua creazione ufficiale a Londra nel 1717, la Massoneria – spiegano gli organizzatori – si diffuse rapidamente in tutti i continenti. Per 300 anni sono state create entità specifiche, differenziate per paese e realtà locali. In “Terra Masonica” è documentata la Libera Muratoria dalla Patagonia alla Lapponia, dagli Stati Uniti all’India, dalla Scozia al Mali. Si andrà alla scoperta delle logge più antiche di ogni continente e delle logge più particolari”. “Terra Masonica” – aggiungono – racconta i Massoni, la loro realtà attuale, e li incontreremo nella loro vita quotidiana. Ascolteremo le loro opinioni sul mondo, le loro domande e i loro dubbi nella società globale in continua evoluzione.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 011 8177867

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Progetto "Un'Isola nel cuore"

Giovedì 12 Aprile c.a. alle ore 11.00 ,presso la casa Massonica di Cagliari in piazza Indipendenza 1, si è tenuta la prevista conferenza stampa di presentazione del progetto dal titolo “Un'Isola nel cuore“.

L'iniziativa voluta dal Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Sardegna ha visto la collaborazione del Coni regione Sardegna quale partner competente. Alla presenza dei rispettivi presidenti Giancarlo Caddeo e Gianfranco Fara, sono stati portati a conoscenza degli organi di informazione i dettaglia della donazione di undici “DSA (Defibrillatore Semiautomatico)” che verranno dati in dotazione, per il tramite del Coni, ad associazioni e/o società sportive che gestiscono strutture quali campi da calcio e basket, palestre, piscine o impianti polifunzionali.

“Questa importante iniziativa – ha precisato il Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili Giancarlo Caddeo - unisce prevenzione e solidarieta’, affinche’ si possa creare una sana cultura sportiva e possa rendere concreto il progetto e le sue finalita’”

Il Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani ha sempre sostenuto l’aspetto educativo e formativo dell’attività sportiva, che concorre allo sviluppo di coerenti comportamenti relazionali e costituisce un prezioso supporto per il bene e progresso dell’Umana Famiglia.Il Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani ha sempre sostenuto l’aspetto educativo e formativo dell’attività sportiva, che concorre allo sviluppo di coerenti comportamenti relazionali e costituisce un prezioso supporto per il bene e progresso dell’Umana Famiglia.Inoltre, nell’affermare l’alto valore della singola persona, persegue l’aiuto ai bisognosi e promuove l’amore per il prossimo, per meglio contribuire alla realizzazione della fratellanza universale.“Con queste convinzioni – ha evidenziato il Presidente Caddeo - che fanno parte dell’identità del G.O.I., in data 3 marzo 2018, il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili per la Sardegna ha deliberato il progetto «Un’Isola nel cuore», che prevede la donazione di numero 11 DSA (Defibrillatore Semiautomatico Philips HS1), del valore complessivo di € 14.640,00, al Coni Regionale, che - a sua volta - li distribuirà, anche per il tramite degli Enti Locali, ad altrettante società sportive che, per sofferenze finanziarie, non sono state in grado di dotarsi di un defibrillatore, come previsto dal “decreto Balduzzi” del 2012 (in vigore da luglio 2017)”.“Il progetto – precisa il Presidente del CONI Sardegna Gianfranco Fara - che unisce prevenzione e solidarietà, nasce con lo scopo di poter soccorrere in tempo utile le vittime di arresto cardiaco e, attraverso la defibrillazione precoce, praticata prima dell'arrivo del 118, può rappresentare ‘un’arma vincente’ in grado di salvare molte vite”.In Sardegna i dati del 118 attestano che ogni anno si verificano circa 800 arresti cardiaci, con una mortalità del 98 per cento e, nonostante le ambulanze delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali ONLUS, che operano in convenzione con il 118 siano tutte dotate di DAE con personale opportunamente addestrato, ciò non è sempre sufficiente per intervenire tempestivamente e scongiurare il decesso. Ecco perché contribuire a fare rete col CONI Sardegna, che ha una grande diffusione sul territorio regionale, e dotare di tale apparecchiatura gli impianti sportivi, che avranno l’onere di trasmettere alla centrale operativa di soccorso, territorialmente competente, le informazioni relative al possesso, al modello e all’ubicazione del defibrillatore, nonché l’elenco degli operatori BLS-D incaricati all’interno dell’impianto dai gestori stessi o dai soggetti assegnatari.

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I defibrillatori sono dei dispositivi computerizzati semplici da utilizzarsi ma estremamente sicuri ed affidabili, che spiegano con comandi vocali e visivi al soccorritore come intervenire in caso di arresto cardiaco. In particolare un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno è utilizzabile da chiunque (dopo un breve corso di formazione): analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l'erogazione di uno shock. Le istruzioni vocali e/o su schermo guidano il soccorritore durante l'esecuzione delle procedure di rianimazione cardiaca. L'erogazione di una scossa elettrica al cuore colpito da arresto cardiaco improvviso blocca brevemente tutta l'attività elettrica cardiaca. Questa breve "interruzione" dal caos elettrico precedente può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale. Il soccorritore deve solo applicare gli elettrodi adesivi sul torace del paziente come indicato su un disegno sugli elettrodi stessi. In caso di richiesta da parte del defibrillatore di erogazione di shock, il soccorritore dovrà premere il pulsante lampeggiante di erogazione shock. Se la diagnosi da parte del defibrillatore non prevede l'erogazione dello shock, il defibrillatore è un dispositivo talmente sicuro che anche premendo accidentalmente il tasto di shock non viene erogata la scarica elettrica. E’ bene evidenziare che i defibrillatori sono in grado diI defibrillatori sono dei dispositivi computerizzati semplici da utilizzarsi ma estremamente sicuri ed affidabili, che spiegano con comandi vocali e visivi al soccorritore come intervenire in caso di arresto cardiaco. In particolare un defibrillatore semiautomatico o automatico esterno è utilizzabile da chiunque (dopo un breve corso di formazione): analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l'erogazione di uno shock. Le istruzioni vocali e/o su schermo guidano il soccorritore durante l'esecuzione delle procedure di rianimazione cardiaca. L'erogazione di una scossa elettrica al cuore colpito da arresto cardiaco improvviso blocca brevemente tutta l'attività elettrica cardiaca. Questa breve "interruzione" dal caos elettrico precedente può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale. Il soccorritore deve solo applicare gli elettrodi adesivi sul torace del paziente come indicato su un disegno sugli elettrodi stessi. In caso di richiesta da parte del defibrillatore di erogazione di shock, il soccorritore dovrà premere il pulsante lampeggiante di erogazione shock. Se la diagnosi da parte del defibrillatore non prevede l'erogazione dello shock, il defibrillatore è un dispositivo talmente sicuro che anche premendo accidentalmente il tasto di shock non viene erogata la scarica elettrica. E’ bene evidenziare che i defibrillatori sono in grado di memorizzare gli eventi su memoria interna e sono compatibili col software del 118 Regione Sardegna.“Il CONI Comitato Regionale della Sardegna – ha assicurato Fara - nell’accettare la donazione a scopo benefico da destinare agli Organismi Sportivi, individuerà con apposita procedura gli aventi diritto, tra quelli che rientrano obbligatoriamente al possesso di un DAE dalla vigente legislazione, con esclusione di quelli che hanno già ricevuto un contributo pubblico per l’acquisto di un DAE o siano stati affidatarie di un DAE in comodato d’uso gratuito fornito da altri soggetti”.Ultimata la procedura, il 10 maggioverranno pubblicamente consegnati nella Casa Massonica di Cagliari.

 

https://www.copenaghenhouse.it/2018/04/12/sanita-massoneria-cagliari-dona-11-defibrillatori-a-coni/

 

http://www.sardiniapost.it/cronaca/regalo-della-massoneria-sarda-al-coni-donati-undici-defibrillatori/

 

http://it.geosnews.com/p/it/sardegna/sanit-massoneria-cagliari-dona-11-defibrillatori-a-coni_19718533

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Nel ricordo dei fratelli. A Cagliari tempio gremito

Il Tempio numero uno della Casa dei Liberi Muratori di Cagliari era gremito il 10 marzo in ogni ordine di posto per commemorare i fratelli passati all’Oriente Eterno. La solennità, celebrata dal Collegio dei Maestri Venerabili della Sardegna, è stata aperta ai gentili ospiti, nel ricordo dei loro congiunti, fratelli, amati e stimati, come ha sottolineato il Presidente del Collegio, Giancarlo Caddeo, che ancora oggi rappresentano fermi punti di riferimento nella vita e nel cammino iniziatico”. Caddeo, che ha anche portato i saluti del Gran Maestro, ha evidenziato come riportare alla mente ed al cuore i dodici fratelli, scomparsi, sia il modo di mantenere viva la virtù ed indicarla ad esempio per il prosieguo dei lavori. Tanti gli interventi che hanno anticipato le intense conclusioni del fratello oratore: “… la vita è una manifestazione di energia che, trasformandosi all’infinito, occupa tutto ciò che è esistito, che esiste, e che esisterà”.

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Bolzano, tornata per Fabio Neri

Si è tenuta venerdì 9 marzo alla casa massonica di Bolzano, la tornata della Castrum Majense n.216 all’Oriente di Merano, per il fratello Fabio Neri passato all’Oriente Eterno. Prima dell’ingresso nel Tempio, il maestro delle cerimonie Anselmo Niglio, ha ricordato ai numerosi fratelli presenti che elevarsi spiritualmente significa superare le antinomie e “guardando ad Oriente” perpetuare il ciclo dell’eterno ritorno degli uguali. Il maestro venerabile Michele Benussi, impreziosita la parte rituale, ha posto al centro del Tempio un tavolo circolare ricoperto da un velo bianco e una rosa rossa: chiari simboli di continuità, purezza e amore fraterno. Fra le parole commosse dei fratelli una poesia sufi ha donato verticalità, ampiezza e respiro all’incedere dei lavori inondando di luce interiore “il divenire” della perenne trasformazione

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Massoneria ed ebraismo. Il 18 marzo incontro a Bologna con il rabbino capo Alberto Sermoneta

Massoneria ed Ebraismo: etica, responsabilità e giustizia. E’ il tema dell’incontro organizzato a Bologna con la comunità ebraica dalla loggia Luigi Galvani n˚1399 con il patrocinio del Collegio Circoscrizionale dell’Emilia Romagna che si terrò domenica 18 marzo presso la Casa Massonica di via Castiglione 6/a. All’evento interverranno il Gran Maestro Stefano Bisi e il Rabbino Capo Rav Alberto Sermoneta; il Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili dell’Emilia Romagna, Mario Martelli; il Presidente della comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz. L’invito è aperto ai Fratelli che ne faranno richiesta. L’appuntamento è fissato per le 17 e 30

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Lettera del Gm al direttore di Famiglia Cristiana: “Su Libera Muratoria idee confuse. Massoni messi alla gogna”

Al direttore di Famiglia Cristiana

Da Gran Maestro ma soprattutto da libero muratore e anche da direttore di Erasmo, la rivista del Grande Oriente d’Italia, mi sono sentito e continuo a sentirmi offeso dalle parole di monsignor Galantino che ha accomunato la massoneria a singoli o gruppi che agiscono contro il bene comune a vantaggio di pochi.

Su questo inaccettabile punto e solo su questo punto credo che qualsiasi persona, cattolica o meno, credente o meno debba anche rispettare le idee, i valori e le visioni degli altri. E non mi pare, nonostante la sua pronta e solerte quanto sterile, a mio avviso, controreplica da direttore di Famiglia Cristiana a favore del segretario generale della Cei – che non credo abbia bisogno di difensori d’ufficio o di portavoce – che sia stata in nessun modo motivata ed argomentata la frase contro la Massoneria pronunciata da Galantino che lessicalmente non ha parlato di questioni dottrinali che sono un’altro aspetto della pure importante e secolare vexata quaestio.

Nessuno ha messo in dubbio che ci sia ancora pendente la scomunica e nessuno ha interesse, almeno da parte del Grande Oriente d’Italia, a creare confusione.

Penso che siano molto confuse e sbagliate invece le concezioni sulla Libera Muratoria da parte di chi vuole continuare a darne un’immagine fuorviante e poco rispettosa di uomini che hanno scelto una via iniziatica e che vanno rispettati. Noi non intendiamo dare lezioni dottrinali a nessuno, ne’ ci picchiamo di darne a monsignor Galantino il quale – lo ribadisco – può pensare della massoneria quello che vuole ma non intendiamo, pur essendo uomini molto tolleranti, essere trattati con appellativi e immagini distorte che non meritiamo.

Nessun Gran Maestro mette in discussione la dottrina cattolica della fede, ma nessun Gran Maestro o massone può essere messo alla gogna specie da parte di chi dovrebbe cristianamente amare tutti i fratelli, anche i massoni che sono uomini come gli altri e perseguono un cammino improntato ai valori di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

Stefano Bisi

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“Massofobia: l’ Antimafia dell’inquisizione”, il libro-documento del Gran Maestro Stefano Bisi

“Massofobia: l’ Antimafia dell’Inquisizione”. Questo il titolo del libro-documento scritto dal Gran Maestro Stefano Bisi per i tipi della Tipheret. Il volume racconta la complessa ed articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, del pretestuoso sequestro degli elenchi e delle iniziative legali a livello europeo.

Scrive nella prefazione il Gran Maestro: “Questo libro è il racconto di una lunga e complessa vicenda nata dall’indagine della Commissione parlamentare nazionale Antimafia che ha fatto sequestrare gli elenchi dei liberi muratori di Sicilia e Calabria del Grande Oriente d’Italia e di altre Obbedienze. Un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. Pensiamo che sia doveroso fare conoscere non solo ai fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti gli avvenimenti ed i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio. Questo singolare modo di pensare e di procedere unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione. Certi che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.

Chi lo desidera può prenotare il volume a questo indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Shoah. Il dovere della memoria

27 gennaio si celebra la giornata della memoria e si ricordano le vittime della Shoah, miilioni di persone sterminate dalla ferocia nazista: ebrei, zingari, handicappati, e liberi muratori. Non è retorica raccontare ciò che avvenne affinché quell’inferno non si ripeta più

Tutti i regimi e le dittature hanno sempre perseguitato la Massoneria, che è custode dei grandi valori che rendono l’umanità migliore. Valori che sono di per se stessi incubatori di un pensiero libero che è l’antitesi di ogni assolutismo e di ogni totalitarismo culturale. In principio fu la Chiesa cattolica, con la bolla papale di scomunica del 28 maggio 1738. Poi ci pensarono il fascismo, il nazismo, il franchismo e i regimi comunisti, ad eccezione, per ragioni storiche, di Cuba.

L’ascesa del fascismo

Benito Mussolini dichiarò guerra fin da subito alla Libera Muratoria, mettendola al bando, requisendo al Grande Oriente d’Italia la sede di Palazzo Giustiniani e arrestando e mandando al confino il Gran Maestro Domizio Torrigiani. I suoi squadroni della morte devastarono le logge, sequestrando gli elenchi degli iscritti e dando il via così ad una vera e propria caccia all’uomo.

Hitler contro i massoni

Anche Adolf Hitler avversò i liberi muratori, e lo fece con una programmata ferocia. Furono tantissimi i massoni deportati -molti di loro spesso erano anche ebrei- nei campi di sterminio. Classificati come internati politici, erano distinti da un triangolo rosso rovesciato cucito sulla casacca. Il loro numero, il numero di coloro che non tornarono più dai lager, secondo diverse fonti, oscillerebbe tra gli 80 mila e i 200 mila. Una cifra spaventosa.

La caccia nazista al libero muratore

Ma di quell’olocausto, dell’olocausto dei liberi muratori si è parlato sempre troppo poco e solo qualche anno fa, al termine di un lungo e complesso lavoro di ricerca, verifiche e riscontri, la Gran Loggia d’Inghilterra ha ufficialmente confermato, attraverso un dossier a firma di Davis Lewis, pubblicato sulla sua rivista “The Square”, l’esistenza di protocolli nazisti che ordinavano la sistematica cattura ed eliminazione dei massoni, non solo in Germania, ma in tutti i paesi conquistati dal Terzo Reich. Hitler odiava i liberi muratori, li considerava nemici acerrimi del suo regime, nemici che potevano minacciare il suo potere, solo perché credevano nel sogno di una umanità migliore.

Nontiscordardime

Il Nontiscordardime, il delicato fiore azzurro del genere Myosotis, della famiglia delle Borginacee, è diventato il simbolo del loro sacrificio per tutti i liberi muratori del mondo. Negli anni tra il prima guerra mondiale e la seconda il blu Forget Me Not era l’emblema utilizzato dalla maggior parte delle organizzazioni di beneficenza in Germania, con un significato molto chiaro: “Non dimenticare i poveri e gli indigenti”.

Nel 1926, il Nontiscordardime fu distribuito durante l’assemblea annuale della Gran Loggia Zur Sonne, riunita a Brema. Il nazismo era ancora lontano. Ma nel 1934, dopo che Hitler era salito al potere, l’obbedienza massonica tedesca, che aveva sede a Bayreuth adottò il piccolo fiore azzurro come nuovo simbolo al posto della squadra e compasso nell’intento di diminuire il rischio di riconoscimento dei Fratelli da parte dei nazisti che avevano già iniziata la confisca dei beni di tutte le logge massoniche. Quando poi , sconfitto il nazismo e finita la guerra, la “Gran Loggia del Sole” riapri i suoi battenti nel 1947 , il Nontiscordardime si trasformò in simbolo dei fratelli sopravvissuti agli anni terribili della clandestinità e dei fratelli, che in migliaia, avevano perso la vita nei campi di sterminio.

L’ingresso ad Auschwitz

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e il nostro pensiero deve andare a quegli uomini e a tutte le vittime dell’inaudita violenza nazista e fascista, che annientò milioni di persone ritenute indesiderabili o inferiori. E’ una data che va onorata ogni anno e che coincide con l’arrivo nel 1945 delle truppe sovietiche nel campo di Auschwitz. Per la prima volta fu mostrato al mondo l’immenso ed inimmaginabile orrore dei lager nazisti, dove avevano trovato la morte 3 milioni di ebrei – tra i fucilati e quanti furono uccisi nei ghetti questa cifra sale a 6 milioni – 3 milioni e 300 mila prigionieri di guerra, un milione di oppositori politici, 500 mila Rom, 9 mila omosessuali, 2250 testimoni di Geova, 270 mila tra disabili e malati di mente.

Nel nostro paese 23.826 persone, uomini, donne e bambini finirono nei lager nazisti. Del totale 10.129 non tornarono. A questo in Italia arrivammo attraverso la metodica soppressione di tutte le libertà giorno, dopo giorno, con la complicità di chi, pur disponendo di strumenti critici per scegliere da che parte stare, non lo fece, scegliendo la complicità con il regime.

La nostra storia

Tutto cominciò il 10 giugno del 1924 con l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato in parlamento brogli elettorali nel voto del 6 aprile. Poi gli squadristi cominciarono a prendere di mira i massoni fino a cancellare il Grande Oriente di Italia con una legge che pretendeva di regolamentare le associazioni entrata in vigore nel 1926. Altre norme, eccezionali e fascistissime, completarono la trasformazione di fatto dell’Ordinamento del Regno d’Italia in una dittatura. Fino poi al Manifesto della Razza e alle Leggi Razziali, del 1938, prologo italiano della Shoah. Lo stesso accadde nella Francia collaborazionista del generale Philipe Petaion e nella Spagna di Francisco Franco.

Chi dimentica si fa complice

Avere stabilito questa ricorrenza per legge – in Italia la n. 211 del 20 luglio 2000- non è una cosa retorica. Come non è retorico organizzare cerimonie, iniziative, incontri. “Bisogna raccontare ciò accadde, per evitare che riaccada. Chi dimentica, diventa complice degli assassini. E una società come la nostra non può permettersi di far finta di niente”. Sono le parole di Nedo Fiano, scrittore italiano, sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di concentramento di Auschwitz – il suo numero di matricola era A5405 – Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia.

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Sardegna. Nuova iniziativa di solidarietà della loggia Agugliastra

Al via un progetto per fornire a minori disagiati una villeggiatura nel mare d’Ogliastra. L’iniziativa è del maestro venerabile della loggia Agugliastra 1502 di Tortolì ( Nuoro) che ha deciso di mettere a disposizione, dal 10 aprile al 10 giugno, la struttura ricettiva della sua famiglia vicino alla spiaggia di Orrì, avvalendosi della collaborazione di altri liberi muratori dell’officina che si stanno occupando degli aspetti logistici e organizzativi. L’idea è stata presentata nel corso di una tornata alla quale hanno partecipato il Gran Maestro Aggiunto, Sergio Rosso, il Gran Segretario, Michele Pietrangeli, il Presidente del Collegio Circoscrizionale della Sardegna, Giancarlo Caddeo e altri fratelli impegnati nell’attività di aiuto solidale come Nicola Lucchi e Giancarlo Rossi Gutierrez. La nutrita partecipazione e la vicinanza dimostrano la stima di cui gode la loggia Agugliastra nella comunione sarda a poco più da un anno e mezzo dall’innalzamento delle Colonne fratelli di Loggia, che si stanno occupando degli aspetti logistici ed organizzativi. Nel suo intervento, Rosso ha ricordato tutte le iniziative portate avanti dalla Onlus degli “Asili notturni” a Torino e le tante altre frutto di sinergie tra la nostra Istituzione e la società civile.

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Goethe massone. Appuntamento a Roma a Villa Sciarra

Goethe aderì, nel 1780, alla loggia Anna Amalia delle tre rose. Nel 1781 divenne “compagno” e nel 1782 “maestro”. Ma poi successe qualcosa d’imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che “entrò in sonno”, chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli “alti gradi”, mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla “concorrenza” entrando nell’ordine degli Illuminati, radicali e laici. Se ne parlerà nel corso della presentazione organizzata dall’Istituto Italiano di Studi Germanici del volume Goethe Massone di Marino Freschi (Tipheret). La più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come “I segreti”, “Il Flauto Magico” (continuazione dell’opera mozartiana), il dramma “Il gran cofto”, nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo “Wilhelm Meister” – il vero monumento settecentesco alla massoneria – e nel “Faust”, l’estremo poema universale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità.

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