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Il Fratello Mario Giglio a 100 anni dalla nascita: Uomo, Patriota e Massone

Il Fratello Mario Giglio nasce a Sassari nel mese di Aprile del 1921 e, rimasto prestissimo orfano di padre, viene allevato dagli zii materni. Segue un regolare percorso di studi e seguendo il consiglio dei suoi docenti, che ne intuiscono le attitudini verso le discipline umanistiche, si dedica agli studi ginnasiali e classici. È uno studente ed uno sportivo impegnato.

Dopo la maturità classica si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, ma nel 1942 viene arruolato, per gli obblighi della leva di guerra, presso il 3° Reggimento Fanteria Carrista a Bologna. All’inizio del 1943, in funzione degli eventi che sconvolgono l’Italia ormai in guerra, serve nella Xa MAS per difendere i confini della Patria, combattendo dapprima contro i partigiani francesi che tentavano un’invasione da Nord e poi contro le truppe di Tito che stavano per annientare una brigata di commilitoni nella Venezia Giulia. Lo spessore dell’Uomo viene illustrato da questo episodio: comandato presso una caserma di Ivrea, viene condannato alla fucilazione dal suo diretto superiore per insubordinazione. In realtà, l’insubordinazione consisteva nell’aver protestato contro tale superiore cui contestava il malvezzo di requisire, per legge di guerra, le auto dei civili, intascandone il provento della vendita. Scampa fortunosamente alla fucilazione, che doveva essere eseguita il giorno dopo all’alba, perché la sera prima il superiore lestofante venne fatto arrestare dal comandante della distaccamento da cui dipendeva quella caserma, che era venuto a conoscenza dei fatti. In ultimo viene fatto prigioniero e finisce per diversi mesi in un campo di concentramento a comando inglese.

A guerra finita, stremato e senza un soldo in tasca, baratta l’orologio ricevuto in regalo per la prima comunione col passaggio sulla nave per la Sardegna e ritorna nella terra natìa. Partito con l’incitamento euforico della folla per difendere la Patria, fatto che ne illustra lo spessore di Patriota, rientra guardato di traverso perché era rimasto dalla parte perdente. Così scrive in un libricino di sue memorie senili: È un fatto che, al mio ritorno, mi aspettavo di essere ricevuto con tutti gli onori. Ed invece trovai che la massa che mi aveva accompagnato alla stazione, perché andassi a combattere contro gli inglesi, mi fischiava minacciosa perché non avevo cambiato bandiera…”.

Nel 1946 si laurea e prende servizio presso l’ACI di Sassari, poi nel Dipartimento Regionale del Ministero delle Opere Pubbliche, finché viene assunto al Banco di Napoli a Sant’Antioco, dove avviene la adesione ideale alla Massoneria. Nel periodo sulcitano, d’intesa con un edicolante, fa arrivare alcune copie della rivista “Il Borghese”, una per lui e le altre da offrire a chiunque avesse avuto interesse a leggerle. L’arrivo di tale pubblicazione in paese suscita il rammarico del Parroco che la esecra perché la ritiene di stampo massonico. Lui, giovane e grintoso, contesta il diritto di sindacare le altrui letture da parte di chiunque e una mattina, nel bar centrale del paese, infervorato e ad alta voce dice: “Che cosa mi importa se il Borghese è o non è un giornale massonico, almeno ci fosse la Massoneria per ripulire l’Italia dalle porcherie che vediamo”. Pochi giorni dopo riceve la visita e l’invito del Fratello Ferralasco a sottoscrivere la domanda di iniziazione. Nel 1957 viene iniziato a Cagliari, dal M∴V∴ Antonio Ottelio nella Loggia Cavour; per un anno, finché non lascerà Sant’Antioco per Cagliari, ogni settimana arriva all’appuntamento in Loggia col Fr∴Ferralasco.

Prosegue la sua carriera professionale a Olbia, a Cagliari e infine giunge a Sassari dove arriva a dirigere la Banca Popolare fino al 1991.

Nella Grande Oriente d’Italia è stato fondatore e più volte Venerabile della Loggia Hiram, dove accolse Fratelli come Vincenzo Racugno ed il futuro Gran Maestro Armando Corona. È stato più volte Presidente del Collegio Circoscrizionale Sardegna e, a livello nazionale, quale membro della Corte Centrale, è stato implacabile avversario di Licio Gelli e della sua P2, Membro dei Grandi Architetti Revisori e per due volte rappresentante del Consiglio dell’Ordine nella Giunta Esecutiva.

Ha contribuito al risveglio ed allo sviluppo della Massoneria in Sardegna nel Dopoguerra, facendosi promotore della fondazione di numerose Logge in tutta la Circoscrizione Sarda, fra cui le Logge Risorgimento di Cagliari e Carbonia, la Loggia Caprera ad Arzachena, la Loggia Ovidio Addis a Oristano e la Loggia Garibaldi a Nuoro.

Sotto la sua presidenza del Collegio venne deliberata l’ospitalità delle Camere dei Riti Scozzese e di York presso la Casa Massonica di Piazza del Carmine a Cagliari. Presiede numerosi convegni massonici cui partecipano i Gran Maestri Salvini e Gamberini. Presiede la commissione per l’acquisto e la ristrutturazione della nuova Casa Massonica di Via Zagabria, che consacrerà ritualmente nel 1977 e nello stesso anno partecipa all’insediamento della nuova Loggia intitolata al Fratello, che lui stimava tantissimo, Alberto Silicani.

Subì anche, con fierezza, la perquisizione domiciliare disposta dal Pubblico Ministero nel quadro delle indagini nazionali sulla Massoneria, indagini che si risolsero come noto in un nulla di fatto.

Fu altissimo esponente del Rito Scozzese Antico ed Accettato, dove raggiunse il 33° e ultimo Grado e fu Ispettore Regionale.

Il 12 Dicembre 2005 il Fratello Mario Giglio è passato all’Oriente Eterno.


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