Lettera del Gm al direttore di Famiglia Cristiana: “Su Libera Muratoria idee confuse. Massoni messi alla gogna”

Al direttore di Famiglia Cristiana

Da Gran Maestro ma soprattutto da libero muratore e anche da direttore di Erasmo, la rivista del Grande Oriente d’Italia, mi sono sentito e continuo a sentirmi offeso dalle parole di monsignor Galantino che ha accomunato la massoneria a singoli o gruppi che agiscono contro il bene comune a vantaggio di pochi.

Su questo inaccettabile punto e solo su questo punto credo che qualsiasi persona, cattolica o meno, credente o meno debba anche rispettare le idee, i valori e le visioni degli altri. E non mi pare, nonostante la sua pronta e solerte quanto sterile, a mio avviso, controreplica da direttore di Famiglia Cristiana a favore del segretario generale della Cei – che non credo abbia bisogno di difensori d’ufficio o di portavoce – che sia stata in nessun modo motivata ed argomentata la frase contro la Massoneria pronunciata da Galantino che lessicalmente non ha parlato di questioni dottrinali che sono un’altro aspetto della pure importante e secolare vexata quaestio.

Nessuno ha messo in dubbio che ci sia ancora pendente la scomunica e nessuno ha interesse, almeno da parte del Grande Oriente d’Italia, a creare confusione.

Penso che siano molto confuse e sbagliate invece le concezioni sulla Libera Muratoria da parte di chi vuole continuare a darne un’immagine fuorviante e poco rispettosa di uomini che hanno scelto una via iniziatica e che vanno rispettati. Noi non intendiamo dare lezioni dottrinali a nessuno, ne’ ci picchiamo di darne a monsignor Galantino il quale – lo ribadisco – può pensare della massoneria quello che vuole ma non intendiamo, pur essendo uomini molto tolleranti, essere trattati con appellativi e immagini distorte che non meritiamo.

Nessun Gran Maestro mette in discussione la dottrina cattolica della fede, ma nessun Gran Maestro o massone può essere messo alla gogna specie da parte di chi dovrebbe cristianamente amare tutti i fratelli, anche i massoni che sono uomini come gli altri e perseguono un cammino improntato ai valori di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza.

Il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

Stefano Bisi

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“Massofobia: l’ Antimafia dell’inquisizione”, il libro-documento del Gran Maestro Stefano Bisi

“Massofobia: l’ Antimafia dell’Inquisizione”. Questo il titolo del libro-documento scritto dal Gran Maestro Stefano Bisi per i tipi della Tipheret. Il volume racconta la complessa ed articolata vicenda dell’indagine dell’Antimafia sulla Libera Muratoria associata alla mafia, del pretestuoso sequestro degli elenchi e delle iniziative legali a livello europeo.

Scrive nella prefazione il Gran Maestro: “Questo libro è il racconto di una lunga e complessa vicenda nata dall’indagine della Commissione parlamentare nazionale Antimafia che ha fatto sequestrare gli elenchi dei liberi muratori di Sicilia e Calabria del Grande Oriente d’Italia e di altre Obbedienze. Un atto arbitrario e discriminatorio che da Gran Maestro ho subito stigmatizzato iniziando una battaglia laica per la salvaguardia e la difesa dei diritti associativi non solo degli iscritti al nostro Ordine ma di tutti, peraltro previsti in modo inequivocabile dalla Carta Costituzionale della Repubblica Italiana. Pensiamo che sia doveroso fare conoscere non solo ai fratelli ma anche agli uomini liberi e coscienti gli avvenimenti ed i fatti che attraverso meri teoremi e senza alcun reale notizia criminis hanno portato i membri della Commissione Antimafia, alcuni colpiti da vera e propria massofobia, a sostenere l’assunto delle infiltrazioni mafiose all’interno della Massoneria regolare senza distinguo e senza porsi il minimo dubbio. Questo singolare modo di pensare e di procedere unitamente ad alcuni disegni di legge palesemente antimassonici che si rifanno alla legge fascista che mise al bando la Libera Muratoria devono fare riflettere e indurre non solo i massoni alla difesa della libertà di associazione. Certi che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo saprà vagliare con equità ed equilibrio la vicenda giuridica della quale questo libro vuole essere fedele testimonianza”.

Chi lo desidera può prenotare il volume a questo indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Shoah. Il dovere della memoria

27 gennaio si celebra la giornata della memoria e si ricordano le vittime della Shoah, miilioni di persone sterminate dalla ferocia nazista: ebrei, zingari, handicappati, e liberi muratori. Non è retorica raccontare ciò che avvenne affinché quell’inferno non si ripeta più

Tutti i regimi e le dittature hanno sempre perseguitato la Massoneria, che è custode dei grandi valori che rendono l’umanità migliore. Valori che sono di per se stessi incubatori di un pensiero libero che è l’antitesi di ogni assolutismo e di ogni totalitarismo culturale. In principio fu la Chiesa cattolica, con la bolla papale di scomunica del 28 maggio 1738. Poi ci pensarono il fascismo, il nazismo, il franchismo e i regimi comunisti, ad eccezione, per ragioni storiche, di Cuba.

L’ascesa del fascismo

Benito Mussolini dichiarò guerra fin da subito alla Libera Muratoria, mettendola al bando, requisendo al Grande Oriente d’Italia la sede di Palazzo Giustiniani e arrestando e mandando al confino il Gran Maestro Domizio Torrigiani. I suoi squadroni della morte devastarono le logge, sequestrando gli elenchi degli iscritti e dando il via così ad una vera e propria caccia all’uomo.

Hitler contro i massoni

Anche Adolf Hitler avversò i liberi muratori, e lo fece con una programmata ferocia. Furono tantissimi i massoni deportati -molti di loro spesso erano anche ebrei- nei campi di sterminio. Classificati come internati politici, erano distinti da un triangolo rosso rovesciato cucito sulla casacca. Il loro numero, il numero di coloro che non tornarono più dai lager, secondo diverse fonti, oscillerebbe tra gli 80 mila e i 200 mila. Una cifra spaventosa.

La caccia nazista al libero muratore

Ma di quell’olocausto, dell’olocausto dei liberi muratori si è parlato sempre troppo poco e solo qualche anno fa, al termine di un lungo e complesso lavoro di ricerca, verifiche e riscontri, la Gran Loggia d’Inghilterra ha ufficialmente confermato, attraverso un dossier a firma di Davis Lewis, pubblicato sulla sua rivista “The Square”, l’esistenza di protocolli nazisti che ordinavano la sistematica cattura ed eliminazione dei massoni, non solo in Germania, ma in tutti i paesi conquistati dal Terzo Reich. Hitler odiava i liberi muratori, li considerava nemici acerrimi del suo regime, nemici che potevano minacciare il suo potere, solo perché credevano nel sogno di una umanità migliore.

Nontiscordardime

Il Nontiscordardime, il delicato fiore azzurro del genere Myosotis, della famiglia delle Borginacee, è diventato il simbolo del loro sacrificio per tutti i liberi muratori del mondo. Negli anni tra il prima guerra mondiale e la seconda il blu Forget Me Not era l’emblema utilizzato dalla maggior parte delle organizzazioni di beneficenza in Germania, con un significato molto chiaro: “Non dimenticare i poveri e gli indigenti”.

Nel 1926, il Nontiscordardime fu distribuito durante l’assemblea annuale della Gran Loggia Zur Sonne, riunita a Brema. Il nazismo era ancora lontano. Ma nel 1934, dopo che Hitler era salito al potere, l’obbedienza massonica tedesca, che aveva sede a Bayreuth adottò il piccolo fiore azzurro come nuovo simbolo al posto della squadra e compasso nell’intento di diminuire il rischio di riconoscimento dei Fratelli da parte dei nazisti che avevano già iniziata la confisca dei beni di tutte le logge massoniche. Quando poi , sconfitto il nazismo e finita la guerra, la “Gran Loggia del Sole” riapri i suoi battenti nel 1947 , il Nontiscordardime si trasformò in simbolo dei fratelli sopravvissuti agli anni terribili della clandestinità e dei fratelli, che in migliaia, avevano perso la vita nei campi di sterminio.

L’ingresso ad Auschwitz

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria e il nostro pensiero deve andare a quegli uomini e a tutte le vittime dell’inaudita violenza nazista e fascista, che annientò milioni di persone ritenute indesiderabili o inferiori. E’ una data che va onorata ogni anno e che coincide con l’arrivo nel 1945 delle truppe sovietiche nel campo di Auschwitz. Per la prima volta fu mostrato al mondo l’immenso ed inimmaginabile orrore dei lager nazisti, dove avevano trovato la morte 3 milioni di ebrei – tra i fucilati e quanti furono uccisi nei ghetti questa cifra sale a 6 milioni – 3 milioni e 300 mila prigionieri di guerra, un milione di oppositori politici, 500 mila Rom, 9 mila omosessuali, 2250 testimoni di Geova, 270 mila tra disabili e malati di mente.

Nel nostro paese 23.826 persone, uomini, donne e bambini finirono nei lager nazisti. Del totale 10.129 non tornarono. A questo in Italia arrivammo attraverso la metodica soppressione di tutte le libertà giorno, dopo giorno, con la complicità di chi, pur disponendo di strumenti critici per scegliere da che parte stare, non lo fece, scegliendo la complicità con il regime.

La nostra storia

Tutto cominciò il 10 giugno del 1924 con l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato in parlamento brogli elettorali nel voto del 6 aprile. Poi gli squadristi cominciarono a prendere di mira i massoni fino a cancellare il Grande Oriente di Italia con una legge che pretendeva di regolamentare le associazioni entrata in vigore nel 1926. Altre norme, eccezionali e fascistissime, completarono la trasformazione di fatto dell’Ordinamento del Regno d’Italia in una dittatura. Fino poi al Manifesto della Razza e alle Leggi Razziali, del 1938, prologo italiano della Shoah. Lo stesso accadde nella Francia collaborazionista del generale Philipe Petaion e nella Spagna di Francisco Franco.

Chi dimentica si fa complice

Avere stabilito questa ricorrenza per legge – in Italia la n. 211 del 20 luglio 2000- non è una cosa retorica. Come non è retorico organizzare cerimonie, iniziative, incontri. “Bisogna raccontare ciò accadde, per evitare che riaccada. Chi dimentica, diventa complice degli assassini. E una società come la nostra non può permettersi di far finta di niente”. Sono le parole di Nedo Fiano, scrittore italiano, sopravvissuto alla deportazione nazista nel campo di concentramento di Auschwitz – il suo numero di matricola era A5405 – Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia.

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Sardegna. Nuova iniziativa di solidarietà della loggia Agugliastra

Al via un progetto per fornire a minori disagiati una villeggiatura nel mare d’Ogliastra. L’iniziativa è del maestro venerabile della loggia Agugliastra 1502 di Tortolì ( Nuoro) che ha deciso di mettere a disposizione, dal 10 aprile al 10 giugno, la struttura ricettiva della sua famiglia vicino alla spiaggia di Orrì, avvalendosi della collaborazione di altri liberi muratori dell’officina che si stanno occupando degli aspetti logistici e organizzativi. L’idea è stata presentata nel corso di una tornata alla quale hanno partecipato il Gran Maestro Aggiunto, Sergio Rosso, il Gran Segretario, Michele Pietrangeli, il Presidente del Collegio Circoscrizionale della Sardegna, Giancarlo Caddeo e altri fratelli impegnati nell’attività di aiuto solidale come Nicola Lucchi e Giancarlo Rossi Gutierrez. La nutrita partecipazione e la vicinanza dimostrano la stima di cui gode la loggia Agugliastra nella comunione sarda a poco più da un anno e mezzo dall’innalzamento delle Colonne fratelli di Loggia, che si stanno occupando degli aspetti logistici ed organizzativi. Nel suo intervento, Rosso ha ricordato tutte le iniziative portate avanti dalla Onlus degli “Asili notturni” a Torino e le tante altre frutto di sinergie tra la nostra Istituzione e la società civile.

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Goethe massone. Appuntamento a Roma a Villa Sciarra

Goethe aderì, nel 1780, alla loggia Anna Amalia delle tre rose. Nel 1781 divenne “compagno” e nel 1782 “maestro”. Ma poi successe qualcosa d’imprevisto: le lotte interne nella massoneria tedesca si ripercossero anche nella loggia di Weimar che “entrò in sonno”, chiuse i battenti per una ventina di anni. Goethe continuò a interessarsi della attività massonica: nel dicembre 1782 fu iniziato agli “alti gradi”, mistici e spiritualistici, e nel febbraio 1783 aderì alla “concorrenza” entrando nell’ordine degli Illuminati, radicali e laici. Se ne parlerà nel corso della presentazione organizzata dall’Istituto Italiano di Studi Germanici del volume Goethe Massone di Marino Freschi (Tipheret). La più autentica elaborazione della concezione massonica la dobbiamo cercare nelle sue opere: alcune specificamente massoniche, come “I segreti”, “Il Flauto Magico” (continuazione dell’opera mozartiana), il dramma “Il gran cofto”, nonché in varie liriche, ma soprattutto nel romanzo “Wilhelm Meister” – il vero monumento settecentesco alla massoneria – e nel “Faust”, l’estremo poema universale incentrato sulla magia e sul suo superamento spirituale, un tema appassionatamente dibattuto tra Illuminati e illuminés, che non ha perso la sua attualità.

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La vita tra le stelle. Tantissimo pubblico all’incontro a Trieste

Il mistero della vita anima il confronto intellettuale e filosofico sin dagli albori dell’umanità. Le più recenti scoperte aprono, tuttavia, la strada a nuove suggestive ipotesi. La dimostrata presenza di forme di vita negli abissi oceanici e la sempre più diffusa idea che organismi extraterrestri possano realmente esistere, non rappresentano solo elementi di novità di carattere puramente scientifico, ma forniscono linfa a interrogativi sul nostro ruolo nell’Universo. Il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili del Friuli Venezia Giulia ha dunque deciso di partire da queste stimolanti premesse per promuovere un confronto tra relatori qualificati al fine di tratteggiare gli orizzonti di un mutamento degli equilibri su cui si è retta la nostra nozione della vita e del mondo. L’iniziativa, che si è svolta sabato 13 gennaio 2018, alle ore 16, nella Sala Saturnia della Stazione Marittima di Trieste, rientra nel percorso inteso a rilanciare la funzione della Libera Muratoria quale soggetto capace di chiarire dubbi e sollevare interrogativi sulla funzione dell’Uomo nel disegno dell’Essere. A moderare Francesco Zucconi. Sono intervenuti Massimo Ramella, astronomo presso l’Osservatorio di Trieste, Paola Del Negro, ricercatrice presso l’Istituto Nazionale Oceanografico e di geofisica sperimentale, e Corrado Ocone, filosofo e saggista. Il Gran Maestro Stefano Bisi ha concluso il convegno.

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Fraterna Solidarietà. A Sassari centro dentistico per le fasce più deboli, impiantata la ottocentesima dentiera

Il Gran Maestro Aggiunto, Sergio Rosso, l’11 gennaio a Sassari per celebrare un importante traguardo raggiunto dalla Casa della Fraterna Solidarietà di Sassari, associazione onlus della F.I.S.M. che si occupa a 360° delle realtà abbandonate e degli “ultimi”: è stata impiantata la ottocentesima dentiera.
L’ultima tappa dell’impegno di Aldo Meloni, Presidente della Casa della Fraterna Solidarietà ed anche Segretario della Fism è la storia di un progetto, quello dello studio dentistico, iniziato nel 2011 come corollario necessario di un impegno eccezionale, che ha restituito in pochi anni il sorriso anche interiore a ben ottocento persone bisognose.
In Sardegna, il servizio sanitario pubblico è del tutto assente, invero né le cliniche universitarie di odontoiatria né gli ambulatori ASL sono in grado di impiantare gratuitamente le dentiere (costo del ticket è di circa 800,00 euro) , liste di attesa lunghissime: l’unico presidio rimasto in tutta l’isola, per chi ha veramente bisogno e non può, è rimasta la Casa della Fraterna Solidarietà.
Come nel resto d’Italia, tutti i laboratori affiliati alla F.I.S.M. vanno ad occupare, nel servizio, l’incapacità del pubblico di attuare il principi contenuti nell’art.2 della nostra Carta Costituzionale, l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà.
L’esperienza maturata dagli Asili Notturni nella formazione del personale odontotecnico ha portato anche Sassari a sognare la realizzazione di un progetto di formazione dedicato a ragazzi speciali (disabili); progetto che verrà presentato nel mese di febbraio in la collaborazione con l’Associazione Italiana Odontotecnici con un evento volto, da una parte alla raccolta fondi, dall’altra dedicato all’allestimento del primo laboratorio.
La solidarietà massonica si spinge sino alla valorizzazione dell’umanità nella professionalità per il lavoro, rendendo così liberi gli uomini e restituendo loro la dignità.
Sassari.11.01.18

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Addio al Fratello Fabio Neri, direttore d’orchestra e grande organista

Il nostro amato Fratello Fabio Neri lo scorso 11 dicembre, all’età di 63 anni, è passato all’Oriente Eterno.Toscano di nascita e bolzanino d’adozione, direttore d’orchestra e maestro nella vita profana, ha dedicato gli ultimi 30 anni della sua attività lavorativa all’insegnamento presso il Conservatorio Monteverdi di Bolzano. Già Maestro Venerabile della loggia Castrum Majense all’Oriente di Merano, Grande Organista del Grande Oriente d’Italia per 10 anni e insignito nel 2000 dell’onorificenza dell’Ordine di Giordano Bruno, classe Eracles, ha elevato i lavori della Gran Loggia dal 2000 al 2014 con le sue scelte musicali. Il 13 ottobre ha partecipato alla sua ultima tornata, tracciando una Tavola sulla “nuova iniziazione”, riferendosi alla sua malattia. Con la pungente ironia che lo ha sempre contraddistinto, ha saputo affrontare con forza anche questa prova, come si può leggere nella chiusura del suo ultimo intervento:

“Come uscirne? Affidandosi ciecamente ai medici e con tanta IRONIA (che poi è cultura non capziosa) e con la modifica interiore…

Ottimismo, ironia, ridere e scherzare sono la vera chemio che cerco di praticare fuori e dentro la Loggia.

Questa mia “inedita, unica” nuova iniziazione avrà – come tutte le faccende di questo mondo – una sua fine e lascerà strascichi di pensieri e di azioni mentali assai difficili da dimenticare. Ho vissuto la mia vita, non sono eterno né immortale ma nel viverla non mi sono MAI seduto ai bordi della mensa perché ho sempre partecipato e vissuto con passione e praticato “l’arte di stare al mondo”. E non mi pare poco.
E a voi?”

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In un video Cossiga denuncia la caccia alle streghe contro la Massoneria. Un monito di straordinaria attualità

”Io non sono un massone, sono un cattolico che difende il diritto di associazione e la libertà di coscienza”. A parlare è Francesco Cossiga ( 1928- 2010) , grande protagonista della politica italiana, presidente della Repubblica dal 1985 al 1992, che in una intervista video, che qui riportiamo, denuncia la caccia alle streghe allora in atto contro la Libera Muratoria, ricordando che il fascismo iniziò proprio così. “Sono contrario – amava ripetere il grande statista sardo- agli attacchi generalizzati e a questo maccartismo casereccio”. Parole le sue che suonano oggi come un monito di straordinaria attualità.

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I Pulcini di Norcia sono tornati finalmente a giocare a pallone. Un biglietto per il Grande Oriente: “Auguri e grazie a tutti voi”

“Siamo i Primi della Scuola di Calcio a ritrovarci! Nessun mostro ci potrà disunire perchè quando tramonta il sole si accendono poi le stelle”. Lo scrivono i Pulcini di Norcia in un bigliettino di auguri inviato al Grande Oriente d’Italia insieme ad una foto di gruppo, che li ritrae con le magliette della squadra. Dà gioia immaginarli nuovamente in campo a giocare a pallone, dopo tanti mesi di paura e i molti disagi che hanno dovuto subire a causa del terremoto che ha colpito il Centro Italia. Un ritorno alla normalità al quale ha contribuito nel suo piccolo anche il Goi che ha donato allo stadio, dove i giovanissimi di Norcia si allenano, un nuovo impianto di illuminazione, inaugurato lo scorso dicembre dal Gran Maestro Stefano Bisi, insieme al sindaco Nicola Alemanno e alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini.

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